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Spettacolo itinerante per l’educazione ambientale
Lo spettacolo è basato sulla
struttura della fiaba ed ha come protagonisti principali i personaggi più
famosi delle fiabe classiche più rinomate. E’ questo che rende estremamente
particolare la performance perché i vari “Cappuccetto Rosso”,
“Biancaneve”, “Il Lupo”, “Hansel e Gretel”, “Pinocchio”, “La
Fata”, “La Strega” e "La Bella Addormentata nel Bosco” sono tutti
personaggi di un’unica fiaba drammatizzata.
Con la propria specifica trama,
attraverso lo snodo di molteplici e veloci avvenimenti, si giunge alla
conoscenza delle caratteristiche dei vari personaggi. In qualche caso si assiste
a vere e proprie inversioni di ruolo dove il cattivo per antonomasia, come il
Lupo diventa l’eroe, il buono e attraverso trasformazioni rocambolesche si
giunge ad un non certo scontato lieto fine.
E’ un modo ironico di
affrontare il tanto discusso quanto importante tema delle fiabe che permette,
con l’ausilio fondamentale della musica, della spiccata comicità e, in
qualche caso, anche della drammaticità, di creare dei momenti e delle immagini
di sicuro effetto.
Altro elemento, a nostro avviso
importantissimo, è l’interazione tra spettatore ed attore, ovvero
“l’abbattimento del muro”; questo permette allo spettatore di diventare
parte della storia, se non inteso come attivo lavoro di scena, sicuramente come
coinvolgimento emozionale.
Lo spettatore conosce quindi l’uomo cattivo, quello
buono, quello forte e quello debole e si immedesima nell’uno o nell’altro
senza però assumere una precisa posizione, che forse non troverà mai per il
semplice fatto che egli stesso può essere buono e cattivo, forte e debole pur
essendo solo un uomo.
| Scritto e diretto da: | Gianluca Vitale |
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Spettacolo
itinerante
per
l’educazione ambientale ed agro-alimentare |
In
una società dove le immagini padroneggiano ogni momento della nostra
conoscenza, quasi dandoci un’immagine del mondo e non il mondo reale, dove
l’uomo privilegia, forzatamente o meno il rapporto con la macchina e il video,
questo spettacolo, attraverso la semplice rappresentazione di una favola
moderna, vuole far conoscere e rievocare agli spettatori la storia di antichi e
veri sapori, colori, odori e
tradizioni legate ai più
importanti alimenti naturali prodotti dalle nostre terre.
Attraverso
la drammatizzazione, si giunge alla conoscenza delle caratteristiche e
dell’importanza dei prodotti naturali la cui provenienza e le trasformazioni
legate alle tradizioni di cucina non è ormai più conosciuta fra i
bambini-ragazzi d’oggi. Con questo percorso si offrono anche numerosi spunti
per una corretta educazione alimentare intesa non solo come scelta degli
alimenti ma anche come abitudini e modalità del consumo degli stessi.
E’
un modo ironico quanto magico di affrontare una tematica così importante
soprattutto perché attraverso la rappresentazione scenica, la spiccata comicità
e, in qualche caso, anche la drammaticità, si possono creare dei momenti e
delle immagini di sicuro effetto che
permettono l’inizio di un viaggio
fantastico sulla strada della conoscenza delle nostre radici e delle nostre
tradizioni.
Il filo conduttore di tutto lo
spettacolo è il riferimento costante al rispetto della natura che come in molte
favole fa da cornice alla storia: anche se qui oltre il bosco, visto nella sua
complessa pienezza, troveremo i campi di grano, granoturco, le risaie e i
castagneti. Stiamo parlando quindi di ambiente ma anche e soprattutto di
agroalimentare. Ecco che il valore psico-pedagogico della fiaba moderna riemerge
nella pienezza dei suoi poteri, educando lo spettatore a sentire le proprie
emozioni così come il fruscio del vento ed i sapori delle nostre tradizioni.
Quindi... due piccioni con una favola!
Altro elemento, a nostro avviso importantissimo, è l’interazione tra spettatore ed attore, ovvero “l’abbattimento del muro”; questo permette allo spettatore di diventare parte della storia, se non inteso come attivo lavoro di scena, sicuramente come coinvolgimento emozionale.
| Scritto e diretto da: | Gianluca Vitale |
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Spettacolo
itinerante
per
l’educazione ambientale |
Lo
spettacolo prosegue la riflessione sui problemi ambientali della nostra società
mantenendo la struttura della fiaba, che la Compagnia ha cominciato ad indagare
in “C’era una volta … forse!” Questa volta ad interagire in scena
saranno altri personaggi rinomati, come “il Gatto e la Volpe”,
“Cenerentola”, “Pollicino”, “l’Orco”. Saranno le loro esilaranti e
rocambolesche vicende a far giungere la fiaba ad un non certo scontato lieto
fine.
Con
la propria specifica trama, attraverso lo snodo di molteplici e veloci
avvenimenti, si giunge alla conoscenza delle caratteristiche dei vari
personaggi. In qualche caso si assiste a vere e proprie inversioni di ruolo dove
il cattivo per antonomasia come l’Orco, diventa l’eroe, il buono.
Ma
oltre all’intento di far divertire i ragazzi c’è anche quello di farli
riflettere su uno dei più annosi problemi ambientali: i
rifiuti.
Oggigiorno
granparte delle nostre attività quotidiane produce rifiuti. E’ una cosa alla
quale spesso non si fà più caso; eppure nei paesi industrializzati ogni
persona produce 250-750 chili di rifiuti all’anno. Senza contare quelli di
tipo industriale.
Occorre allora capire che nulla si può semplicemente
buttare via, tutto ciò che è presente sulla terra in qualche modo si conserva:
non si distrugge, si trasforma solamente in un’altra sostanza.
Attraverso
la narrazione di questa fiaba inedita appositamente costruita, animata e
vivificata dalla rappresentazione teatrale, si giunge alla consapevolezza
dell’alto valore educativo di tale strumento.
La
drammatizzazione rappresenta un’elemento di facilitazione, favorendo
maggiormente i processi di immedesimazione nei personaggi e quindi di
interiorizzazione di atteggiamenti che non possono più essere vissuti come
estranei da sé, ma né diventano intimamente parte.
Grande importanza assume in questa forma di rappresentazione l’interazione tra attore e spettatore. Quest’ultimo infatti deve essere al centro di ogni azione, movimento o parola dei personaggi che sapranno, quando necessario, uscire dal copione e costruire insieme al pubblico scene magiche e irripetibili. Insomma la meta da raggiungere è una forma di spettacolo che si avvicini il più possibile alla commedia dell’arte.