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Organizziamo rappresentazioni in scuole, associazioni culturali, circoli ricreativi.

Lo spettacolo viene realizzato presso qualunque struttura, saloni, palestre ed anche all’aperto, senza particolari esigenze tecniche.

L’impiego di una scenografia agevole ne consente il trasporto e montaggio in qualunque spazio.

Le proposte sono valide per tutto l’anno.


Spettacolo itinerante per l’educazione ambientale

Lo spettacolo è basato sulla struttura della fiaba ed ha come protagonisti principali i personaggi più famosi delle fiabe classiche più rinomate. E’ questo che rende estremamente particolare la performance perché i vari “Cappuccetto Rosso”, “Biancaneve”, “Il Lupo”, “Hansel e Gretel”, “Pinocchio”, “La Fata”, “La Strega” e "La Bella Addormentata nel Bosco” sono tutti personaggi di un’unica fiaba drammatizzata.

Con la propria specifica trama, attraverso lo snodo di molteplici e veloci avvenimenti, si giunge alla conoscenza delle caratteristiche dei vari personaggi. In qualche caso si assiste a vere e proprie inversioni di ruolo dove il cattivo per antonomasia, come il Lupo diventa l’eroe, il buono e attraverso trasformazioni rocambolesche si giunge ad un non certo scontato lieto fine. 

E’ un modo ironico di affrontare il tanto discusso quanto importante tema delle fiabe che permette, con l’ausilio fondamentale della musica, della spiccata comicità e, in qualche caso, anche della drammaticità, di creare dei momenti e delle immagini di sicuro effetto. 

Il filo conduttore di tutto lo spettacolo è il riferimento costante al rispetto dell’elemento che come in molte fiabe fa da cornice alla storia: il bosco, silente spettatore, visto nella sua complessa pienezza, dall’acqua, agli uccelli, dalle piante, agli animali. Stiamo parlando quindi di ambiente. Ecco che il valore psico-pedagogico della fiaba riemerge nella pienezza dei suoi poteri, educando lo spettatore a sentire le proprie emozioni così come il fruscio del vento ed il gorgogliare dell’acqua.

Altro elemento, a nostro avviso importantissimo, è l’interazione tra spettatore ed attore, ovvero “l’abbattimento del muro”; questo permette allo spettatore di diventare parte della storia, se non inteso come attivo lavoro di scena, sicuramente come coinvolgimento emozionale.

Lo spettatore conosce quindi l’uomo cattivo, quello buono, quello forte e quello debole e si immedesima nell’uno o nell’altro senza però assumere una precisa posizione, che forse non troverà mai per il semplice fatto che egli stesso può essere buono e cattivo, forte e debole pur essendo solo un uomo.

Scritto e diretto da: Gianluca Vitale

Spettacolo itinerante per l’educazione ambientale

ed agro-alimentare

In una società dove le immagini padroneggiano ogni momento della nostra conoscenza, quasi dandoci un’immagine del mondo e non il mondo reale, dove l’uomo privilegia, forzatamente o meno il rapporto con la macchina e il video, questo spettacolo, attraverso la semplice rappresentazione di una favola moderna, vuole far conoscere e rievocare agli spettatori la storia di antichi e veri sapori, colori, odori  e tradizioni legate  ai più importanti alimenti naturali prodotti dalle nostre terre.

Attraverso la drammatizzazione, si giunge alla conoscenza delle caratteristiche e dell’importanza  dei prodotti naturali la cui provenienza e le trasformazioni legate alle tradizioni di cucina non è ormai più conosciuta fra i bambini-ragazzi d’oggi. Con questo percorso si offrono anche numerosi spunti per una corretta educazione alimentare intesa non solo come scelta degli alimenti ma anche come abitudini e modalità del consumo degli stessi.

E’ un modo ironico quanto magico di affrontare una tematica così importante soprattutto perché attraverso la rappresentazione scenica, la spiccata comicità e, in qualche caso, anche la drammaticità, si possono creare dei momenti e delle immagini di sicuro effetto  che permettono l’inizio di un  viaggio fantastico sulla strada della conoscenza delle nostre radici e delle nostre tradizioni.

Il filo conduttore di tutto lo spettacolo è il riferimento costante al rispetto della natura che come in molte favole fa da cornice alla storia: anche se qui oltre il bosco, visto nella sua complessa pienezza, troveremo i campi di grano, granoturco, le risaie e i castagneti. Stiamo parlando quindi di ambiente ma anche e soprattutto di agroalimentare. Ecco che il valore psico-pedagogico della fiaba moderna riemerge nella pienezza dei suoi poteri, educando lo spettatore a sentire le proprie emozioni così come il fruscio del vento ed i sapori delle nostre tradizioni. Quindi... due piccioni con una favola!

Altro elemento, a nostro avviso importantissimo, è l’interazione tra spettatore ed attore, ovvero “l’abbattimento del muro”; questo permette allo spettatore di diventare parte della storia, se non inteso come attivo lavoro di scena, sicuramente come coinvolgimento emozionale.

Scritto e diretto da: Gianluca Vitale

Spettacolo itinerante per l’educazione ambientale

Lo spettacolo prosegue la riflessione sui problemi ambientali della nostra società mantenendo la struttura della fiaba, che la Compagnia ha cominciato ad indagare in “C’era una volta … forse!” Questa volta ad interagire in scena saranno altri personaggi rinomati, come “il Gatto e la Volpe”, “Cenerentola”, “Pollicino”, “l’Orco”. Saranno le loro esilaranti e rocambolesche vicende a far giungere la fiaba ad un non certo scontato lieto fine.  

Con la propria specifica trama, attraverso lo snodo di molteplici e veloci avvenimenti, si giunge alla conoscenza delle caratteristiche dei vari personaggi. In qualche caso si assiste a vere e proprie inversioni di ruolo dove il cattivo per antonomasia come l’Orco, diventa l’eroe, il buono.

Ma oltre all’intento di far divertire i ragazzi c’è anche quello di farli riflettere su uno dei più annosi problemi ambientali: i rifiuti.

Oggigiorno granparte delle nostre attività quotidiane produce rifiuti. E’ una cosa alla quale spesso non si fà più caso; eppure nei paesi industrializzati ogni persona produce 250-750 chili di rifiuti all’anno. Senza contare quelli di tipo industriale.

Occorre allora capire che nulla si può semplicemente buttare via, tutto ciò che è presente sulla terra in qualche modo si conserva: non si distrugge, si trasforma solamente in un’altra sostanza.

Attraverso la narrazione di questa fiaba inedita appositamente costruita, animata e vivificata dalla rappresentazione teatrale, si giunge alla consapevolezza dell’alto valore educativo di tale strumento.

La drammatizzazione rappresenta un’elemento di facilitazione, favorendo maggiormente i processi di immedesimazione nei personaggi e quindi di interiorizzazione di atteggiamenti che non possono più essere vissuti come estranei da sé, ma né diventano intimamente parte.

Grande importanza assume in questa forma di rappresentazione l’interazione tra attore e spettatore. Quest’ultimo infatti deve essere al centro di ogni azione, movimento o parola dei personaggi che sapranno, quando necessario, uscire dal copione e costruire insieme al pubblico scene magiche e irripetibili. Insomma la meta da raggiungere è una forma di spettacolo che si avvicini il più possibile alla commedia dell’arte.

 

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