Cibiamoci delle fiabe

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C. d. GiraSoli
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L’agroalimentare nella tradizione popolare

 

A cura di:

Sabrina Testa    Gianluca Vitale    Barbara Giordano
 

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ed in collaborazione con il  
 

 

Presupposti metodologici. 

Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminìo delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna.
( I. Calvino, 1956)

In una società dove le immagini padroneggiano ogni momento della nostra conoscenza, quasi dandoci un'immagine del mondo e non il mondo reale, dove l'uomo privilegia, forzatamente o meno, il rapporto con la macchina o il video, l'importanza del recupero della tradizione narrativa orale rimane un punto fermo dell'educazione.

La narrazione delle fiabe, rappresentando uno degli strumenti classici, primitivi e naturali, facilita il recupero del linguaggio verbale e permette la ricostruzione di solide comunicazioni dirette favorendo un ascolto compartecipativo reale dove l'interazione è fondamentale. Partendo da questi presupposti i racconti, in questo intervento nelle scuole, si rivelano un valido mezzo per stimolare gli apprendimenti, le motivazioni e i processi creativi.

Le storie vengono, infatti, lette e raccontate così permettendo all'adulto narratore e al bambino che ascoltata di instaurare un dialogo complesso, fatto di attenzione, gesti e reciprocità: la storia è vissuta per intero e richiede una attiva partecipazione.

I nostri nonni compivano intorno al fuoco, nel tepore delle stalle o sotto un cielo stellato un magico rituale che portava la loro immaginazione attraverso le valli, le risaie, i fiumi e le dolci colline delle nostre terre, ad incontrare  fate, streghe, maghi, orchi e masche.

Quei racconti appartenevano e tuttora lo fanno, alle nostre terre e dunque portavano con sé tutti i sapori, i colori, gli odori delle nostre tradizioni. I vigneti delle nostre ridenti colline cosi come le immense pianure di mais, i lunghi filari di peschi che lasciano il posto alle verdi acque del riso fin su verso boschi secolari di castagno, di quercia e faggio ai cui piedi  nascono i prelibati e ricercati tartufi. Questa ricca varietà colturale, apprezzata in tutto il mondo, fa solo da sfondo all'elemento comune dei racconti popolari dove tradizioni e leggende si fondono nei diversi sapori dei prodotti delle varie località.

 

Obiettivi:

·        Recuperare il piacere e la magia della narrazione;

·        Scoprire le tradizioni popolari delle nostre terre nel modo più congeniale agli studenti a partire da quelli della scuola materna;

·        Scoprire i prodotti ed i cibi delle nostre terre attraverso la narrazione di racconti popolari  

 

Struttura del progetto.

Il progetto prevede una serie di interventi didattici e una narrazione – racconto della durata di 90 minuti circa.

 

 

 

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